Scampia

“Quando ero piccolo sognavo di avere una pistola, oggi che sono grande sogno di essere un bambino”

Crescere in una periferia non è semplice. Spesso mancano quelli che si considerano diritti fondamentali, lo Stato è assente e le famiglie si trovano nell’incapacità di dare risposte. È un contesto fragile. E allora può capitare che certi bambini ancor prima di essere vittime dei loro sbagli, del posto dove sono nati, diventino le vittime degli altri, di un “sistema” che sfrutta la mancanza di cultura e di opportunità. Attraverso un’infanzia di emergenza continua, ad alcuni bambini viene appiccicata un’etichetta, che mano a mano può trasformarsi in una diagnosi che li seguirà per tutta la vita. Di questo, e delle strategie per offrire una prospettiva diversa, parleremo domenica 17 novembre con Davide Cerullo, narratore ed educatore.

Davide Cerullo è nato nel 1974 alla periferia di Napoli. È il nono di quattordici figli. Dopo un’infanzia tutt’altro che facile e serena, all’età di tredici anni viene arruolato nella malavita che lo condurrà nell’infernale ingranaggio del sistema camorristico. I rimorsi, il vuoto e l’insoddisfazione non gli danno tregua. E così inizia a intravedere una possibilità di riscatto, conducendo una vita normale. Il cammino di recupero non è agevole, ma punteggiato da cadute e parecchie sconfitte. Attualmente vive a Scampia, dove ha fondato “L’albero delle storie”, un’associazione di promozione sociale, che si vuole occupare di progetti educativi rivolti a bambini da zero a sei anni e alle loro mamme. Si dedica alla fotografia, sua passione insieme alla poesia.